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Presentazione del catalogo 
ALESSANDRO BAZAN. DIVAGANTE 
a cura di Sergio Troisi
edito da Glifo Edizioni

Mercoledì 30 novembre 2016, ore 18:00
Museo Palazzo Belmonte Riso, via Vittorio Emanuele 365, Sala SACS

INTRODUCE
Valeria Patrizia Li Vigni, Direttore del Polo Museale Regionale
D’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo

INTERVENGONO
Helga Marsala, giornalista e critico d'arte
Sergio Troisi, giornalista e critico d'arte

Sarà presente l'artista Alessandro Bazan

Il volume è stato pubblicato in occasione della grande mostra personale di Alessandro Bazan a cura di Sergio Troisi organizzata dall’Ente Mostra di Pittura “Città di Marsala” nelle sale del Convento del Carmine della Pinacoteca di Marsala (16 luglio-16 ottobre 2016). In mostra e nel catalogo 35 opere realizzate dal 1999 ad oggi: una sostanziosa antologica, inclusi numerosi inediti, che documenta oltre quindici anni di attività di uno degli interpreti di rilievo della pittura italiana contemporanea ed esponente – insieme a Francesco De Grandi, Andrea Di Marco e Fulvio Di Piazza – della cosiddetta Scuola di Palermo.

“In questa pittura il Novecento è definitivamente trascorso, e ne rimangono semmai soltanto le tracce sdrucite. A questo teatro di residui Bazan presta una struttura compositiva semplificata – paratattica, è stata definita –, dove gli stessi attori – filiformi, quasi evanescenti, tenuti insieme da pochi e rapidi tratti di colore – sembrano abdicare a qualsiasi ruolo da protagonista per presentarsi, tutti, come comparse. Possono vantare un nutrito albero genealogico, queste figure allungate e nervose: i manieristi da cui hanno tratto un campionario di posture forzate e apparentemente innaturali, i personaggi fatui delle scene galanti rococò la cui leggerezza era una danza sopra l’abisso, il teatro espressionista dei pittori della Brücke, in termini di assonanze formali forse più prossime a quelle di Otto Müller che di Kirchner, la tragica compromissione con lo spazio delle silenziose presenze di Giacometti. Sarebbero sufficienti queste indicazioni a denunciare come illusoria o almeno come parziale e provvisoria la levità ironica della pittura di Bazan, anche se il nostro tempo occidentale non è più (non è ancora?) un tempo di rivolte, né politiche né esistenziali.”

Dal testo critico Alessandro Bazan. Divagante di Sergio Troisi.

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